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L’Eroe della nostra storia
L’Eroe della nostra storia

L’Eroe della nostra storia

Quante volte abbiamo sentito nominare “l’Eroe”? In quante storie siamo stati accompagnati dall’Eroe nel suo viaggio di crescita? Quante volte abbiamo preso a cuore le sue vicende e quante volte abbiamo riso e/o pianto con lui? Oppure la sua presenza è stata cenere buttata nel vento? Cos’è e come deve essere un “Eroe”?

Ripeti con me viandante il termine “Eroe”: quali immagini ti trasmette? Quali sensazioni ti evoca e quali ricordi suscita in te? Quali sono stati i tuoi Eroi più fidati? Ok, forse troppe domande per un incipit, perdonami.

Nella nostra prima tappa ho cercato di scrivere – o dipingere? Dipende dai punti di vista – un quadro generale degli archetipi. Se non lo hai letto fermati ed ecco a te: Dentro gli archetipi. O potresti leggerlo una volta finito questo approfondimento.

Dal particolare al generale ha le sue bellezze. O sei più tipo dal generale al particolare?

La psicologia

Nell’articolo precedente ho definito l’Eroe […]dal punto di vista psicologico l’Eroe rappresenta “Io”. Dove con “dal punto di vista psicologico” intendo quello di Freud: infatti, l’Io è quella parte della personalità che separa dalla madre, dunque distinta dal resto dell’umanità.

Complessi di Edipo a parte, il viaggio dell’Eroe, in molti casi, comincia con la separazione dalla famiglia o dalla tribù di appartenenza. Una separazione che parte dalla solitudine per giungere ad una “completezza” del personaggio. Quindi, che rappresenta l’archetipo dell’Eroe? L’archetipo dell’Eroe rappresenta la ricerca dell’identità e della sua completa maturazione. Ma, per essere davvero completo, un Eroe non dovrebbe assimilare dentro di sé tutte le caratteristiche degli altri archetipi? Dovrebbe, se non vuole risultare piatto e scialbo.

In teoria, ogni personaggio ben costruito dovrebbe rivelare un tratto di ogni archetipo, perché ciascuno di questi è espressione delle sfaccettature che formano una personalità compiuta.

Christopher Vogler

Basta guardare nella nostra quotidianità, quali e quanti ruoli abbiamo? Siamo fluidi come un fiume in piena e ricchi di lati della medaglia. Siamo tutti Eroi alle prese con guardiani interiori, mostri e aiutanti – oppure, se preferite, siamo gli Eroi della nostra storia.

Il dramma

Gli Eroi più efficaci sono quelli che sperimentano il sacrificio.

Christopher Vogler

L’Eroe è colui che apre il sipario e ci guida nella sua storia, facendola diventare anche un po’ la nostra. Originalità e universalità: se siamo attratti da lui e spronati a seguirlo la sua caratterizzazione è riuscita – mi sento di specificare che con “Eroe” ci si riferisce anche a personaggi femminili.

Oppure siete degli incontentabili romantici – ed è qui che lo scrittore esasperato vi dirà Allora scrivilo tu, il perfetto Eroe”, abbandonerà la sua carriera per mettere su un allevamento di varani domestici.

Ci proiettiamo nella psiche della nostra guida e guardiamo il mondo attraverso i suoi occhi. Vogliamo storie vere, autentiche, e un qualcosa per essere autentico necessita di contrasti. Conflitti, impulsi contraddittori, imperfezione.

Eccolo il vero ingrediente: per creare un Eroe perfetto bisogna renderlo imperfetto.

Nel suo “dramma” all’interno della storia l’Eroe ha altri compiti da svolgere: la crescita per poter giungere alla saggezza, l’impegno nell’essere e restare attivo per avere il controllo del suo fato e affrontare la morte con coraggio (anche e, soprattutto, metaforicamente) e sacrificarsi.

A che gusto lo desidera il suo Eroe?

Quanti tipi di eroe?

Quanti sono i tipi di lettori che cercano di immedesimarsi in lui. Essendo un concetto flessibile gli Eroi sono di vario tipo e possono essere combinati con altri archetipi.

Eroe + Trickster (buffone) = Ottimo approfondimento

Eroe + Ombra = Ottimo approfondimento pt. II

In primis, abbiamo:

  • Eroi determinati – sono determinati, entusiasti, attivi, senza incertezze, coinvolti nell’avventura, coraggiosi e motivati.
  • Eroi riluttanti – invece, sono riluttanti, passivi, pieni di dubbi e di esitazioni, bisognosi di essere motivati e/o spinti da forze esterne.

L’Antieroe è un tipo particolare di Eroe, non il suo opposto. È un fuorilegge, un emarginato dalla società, con il quale però il pubblico empatizza. Ma è anche colui che non sconfigge i propri demoni interiori e ne rimane distrutto. Affascinanti e intriganti, il difetto avrà sempre la meglio su di loro.

Gli Antieroi possono essere di due tipi:

  • Possono comportarsi come Eroi convenzionali ma hanno un lato ferito e un forte temperamento cinico
  • Oppure sono Eroi tragici che potrebbero non piacere e non essere ammirati dal lettore

Vi sono altre due distinzioni che hanno ben poco da essere ampliate:

  • Eroi orientati al gruppo – la loro è una storia di separazione dal gruppo di appartenenza (primo atto), di un’avventura solitaria in un territorio selvaggio e sconosciuto (secondo atto) e l’eventuale ritorno nella loro terra (terzo atto).
  • Eroi solitari – il loro viaggio è il rientro nel gruppo (primo atto), l’avventura all’interno di quel gruppo (secondo atto) e il ritorno all’isolamento (terzo atto).
  • Gli Eroi catalizzatori, infine, essendo giunti alla loro maturazione, hanno il compito di trasformare gli altri attorno a loro. Tuttavia, per renderli credibili è bene dare a questi personaggi occasioni per cambiare e maturare, rinnovarli quel tanto che basta per renderli credibili.

E voi? A quale gusto scegliete il vostro Eroe?

Siamo giunti alla fine nel primo girone degli archetipi, non mi resta che salutarvi, per ora, e lasciarvi al vostro cammino. Ci si legge prossimamente con l’archetipo del vecchio saggio Mentore. E io che pensavo di fare un unico articolo con tutti gli archetipi, .

Che il vostro viaggio possa essere irto e che il vostro varano domestico possa accompagnarvi con un certo grado di saccenza.

Un saluto da Africa.

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