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La carica morale degli individui
La carica morale degli individui

La carica morale degli individui

La folla ha un problema con la morale: si lascia trascinare da un’onda chiamata inconscio che spazza via la coscienza come fosse spazzatura. L’inconscio, quell’insieme di forze sconosciute di cui non ne sapremo mai abbastanza, innalza il suo predominio. Ma che significa morale? Che cos’è una folla?

La morale è una bestia.

Non nel senso che la bestia è la morale della favola ma nel senso letterale del termine. Di che specie tuttavia non ne siamo ancora a conoscenza essendo alla ricerca delle sue remote origini, i nostri studiosi, in particolare, si stanno concentrando nello studio della morale nelle folle.

Cosa per nulla facile perché sembra esserci “un’entità” che si palesa quando un gruppo di persone è riunito in una folla, questa si muove come un unico essere spinta da una forza misteriosa. Come gli stormi di uccelli che si omologano in una cosa sola.

Questo incipit che sembra l’inizio di un romanzo becero era doveroso. Ora, per darvi un’idea degli argomenti che andrò a trattare in questo articolo vi lascio una pratica scaletta.

  • Definizione di morale
  • Cos’è una folla?
  • Che cos’è l’anima collettiva?
  • Cause che determinano la comparsa di caratteri speciali
  • La carica morale degli individui
Folla
L’arte della morale in una preziosa serie color magenta.

Definizione di morale

Vorrei soffermarmi sul significato di morale (dal latino moralis, “costume”), prendo dunque il mio dizionario Zingarelli del 2018 – il più recente che ho in casa e quello che uso con Costanza – e cerco la parola. Il primo significato che ci propone è il seguente: che concerne (che riguarda, che interessa) il comportamento umano in relazione alle categorie del bene e del male.

Per arrivare poi a concetti più specifici: senso morale (intima percezione di ciò che è bene o male), coscienza morale (consapevolezza del significato etico delle proprie azioni), responsabilità morale (relativa agli effetti del comportamento pratico), ecc. Ecc.

Ora, prendete questa parentesi e mettetela in tasca.

In sociologia lo studio di un fenomeno sociale dovrebbe essere studiato sottoscrivendo il popolo in cui quel dato fenomeno sociale si è manifestato. Sottolinearlo e prenderlo in analisi: che casino sarebbe studiare le folle sezionate dal loro elemento naturale!

Un po’ come cercare di pescare in cielo, esatto direte, non avrebbe molto senso.

Cos’è una folla?

Nel suo saggio – pubblicato per la prima volta nel 1895 – Gustave Le Bon ci parla di come nell’epoca attuale diversi fattori critici mutano il pensiero umano. Fattori quali la distruzione di credenze religione, politiche e sociali e la creazione di nuove condizioni di vita grazie alle moderne scoperte della scienza e dell’industria.

L’Età moderna dunque rappresenta un periodo di transizione e di anarchia.

Non è forse vero che alla base di un cambiamento devono esserci nuove idee, nuovi concetti e nuove credenze? Ogni avvenimento passato alla storia è il risultato visibile di invisibili cambiamenti nel pensiero umano.

Ed è a questo punto, in un caos fatto di transizione e anarchia, che abbia inizio il predominio della folla.

Se nell’uso corrente per il termine “folla” si intende un assembramento di individui qualunque (quale che sia la loro nazionalità, professione, sesso e quali siano le ragioni che li riuniscono) dal punto di vista psicologico “folla”, invece, il significato assume tutt’altra cromatura.

In una data circostanza, e solo in questa, un agglomeramento di uomini possiede caratteristiche “speciali” molto diverse da quelle dei singoli individui. La personalità cosciente svanisce mentre i sentimenti e le idee di tutti gli individui sono orientati verso una medesima direzione.

Si forma così un’anima collettiva.

L’arte della morale si affina tanto da eguagliare la nostra stella.

Che cos’è l’anima collettiva?

L’aspetto più sorprendente che presenta una folla psicologica è il seguente: quali che siano gli individui che la compongono, che siano simili o dissimili il loro stile di vita, le loro occupazioni, il loro carattere o la loro intelligenza, per il solo fatto di essersi tramutati in folla costoro possiedono una sorta di anima collettiva che li fa sentire, pensare e agire in maniera totalmente diversa dal come sentirebbe, penserebbe o agirebbe ciascuno di loro isolatamente.

Gustave Le Bon.

Semplice e coincisa. Non trovate?

Nel paragrafo precedente ho parlato di caratteristiche “speciali”, ma che significa? Hanno forse acquisito potenzialità magiche in modo da donar loro poteri eccezionali? Non proprio. E quali sono, poi, questi caratteri speciali?

  • Il pensiero cosciente sparisce poco a poco
  • L’inconscio prende il sopravvento
  • La suggestione impone un orientamento e il contagio porta sentimenti e idee in una medesima direzione
  • Vi è la tendenza a trasformare le idee in atti pratici

Vista così la magia deve ricredersi e sperare di essere presente nel prossimo fenomeno sociale.

Cause che determinano la comparsa di caratteri speciali

La prima causa può riassumersi nella frase: “mancato senso di responsabilità”.

Ovvero, trovandoci in una folla, siamo giustificati a venir meno alle nostre responsabilità, dunque a cedere ai propri istinti. Questo perché la folla è anonima e il senso di responsabilità viene meno, l’individuo circondato da altri si sente invincibile.

La seconda causa è il contagio.

All’interno di una folla qualsiasi atto o sentimento è contagioso a tal punto che l’individuo sacrifica l’interesse personale a quello collettivo.

La terza, ultima e più importante, è la suggestione.

La facilità di essere suggestionato è la causa che scatena il contagio tra la folla. Qui l’individuo si trova ad essere un soggetto ipnotizzato. Ipnotizzato da chi? Per farla breve, dall’inconscio!

L’arte della morale si crede una viola.

La carica morale degli individui

Inoltre, per il solo fatto di far parte di una folla organizzata,

l’uomo scende più di un gradino nella scala dell’incivilimento.

Gustave Le Bon

Giunti a questo punto aprite quella parentesi e tirate fuori le nozioni di morale, tutte quelle che avete.

Che risultato vi trasmette l’associare la morale alla folla? Forse sembrerà un insulto alla vostra intelligenza leggere insieme le parole “morale” e “folla” dopo tutto ciò che avete letto fin ora. Invece immaginate di avere una bilancia che tenga in equilibrio due scritte: morale si e morale no (folla).

Ognuno di noi ha la propria visione della morale, sbagliata o giusta che sia, ognuno di noi la pensa diversamente e ha pareri diversi su cosa sia il bene e cosa sia il male. Non esiste un bene relativo oppure un male relativo, sono tutti concetti filtrati in base alle nostre esperienze di vita e alla società in cui viviamo.

Abbiamo cariche morali diverse.

Ma se dovessimo trovarci in una folla, una qualsiasi, che ci ipnotizzi verso una direzione, qualsiasi essa sia, la bilancia scenderebbe bruscamente verso morale no. Per quanto una folla possa essere armata di buone intenzioni il pensiero medio prevale, e la media non è mai riassunta dalle nostre qualità migliori.

Molto facilmente la folla si trasforma in boia,

ma altrettanto facilmente diventa martire.

Gustave Le Bon

Mi sento, infine, di consigliarvi due letture per approfondire l’argomento. La prima è Psicologia delle folle di Gustave Le Bon e la seconda è Psicologia delle masse e analisi dell’Io di Sigmund Freud. Vi invito inoltre a farmi sapere la vostra opinione sull’argomento, qui sotto nei commenti oppure sui social condividendo l’articolo.

Alla prossima, Africa.

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